L’arte come custode della bellezza. La bellezza come spinta propulsiva di benessere, culturale e sociale. Questi i presupposti da cui ha preso corpo la Mostra “Bellessere è Benessere – Il cavallo nell’opera di Jean Calogero”, inaugurata sabato 9 maggio presso l’Istituto Incremento Ippico di Catania.
Una cornice non casuale, poiché il progetto si sviluppa dallo studio sul ruolo del cavallo nella produzione artistica del maestro Calogero. Il cavallo appare come il mezzo, scelto dall’artista, per permettere allo spettatore di accedere nel suo universo surrealista, un ponte di collegamento tra il reale e l’onirico, tra la Sicilia, sua terra natìa e la Ville Lumière, sua terra d’adozione.
Ideato e diretto dalla prof.ssa, e studiosa d’arte, Tiziana Rasà, l’evento è promosso dalla Fondazione Salute e Cultura, presieduta dal professore Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ Ospedale Garibaldi, in collaborazione con la Fondazione Federico II e l’Archivio Jean Calogero.

“Promuovere e organizzare questa mostra del maestro Jean Calogero è stata un occasione importante per la fondazione – afferma il prof. Ettore – perché gli spunti provenienti dai suoi dipinti sono realmente importanti e radicati nel nostro territorio, nelle nostre tradizioni e nei nostri luoghi. Il modello di trasmissione di informazioni che stimola il maestro Calogero arriva direttamente a quelli che oggi sono i livelli di scarsissima, purtroppo, sensibilità alla cultura. Quando non c’è cultura – continua il professore – significa che si sta male, e che la società vive male. Questa iniziativa mette in evidenza tre punti importantissimi: il ruolo dell’uomo nella sua terra, nella sua dimensione umana, legata alle sue abitudini quotidiane; ci richiama alla comunità, a cui noi apparteniamo; infine l’ultimo aspetto è la visione, che dagli ambienti travalica verso la poesia, verso la cultura, che speriamo di trasmettere ai giovani, perché i ragazzi di oggi saranno gli adulti di domani”.
“Il cavallo è presente nella produzione del maestro Calogero dagli anni ’70 in poi – spiega la curatrice dell’evento, prof.ssa Tiziana Rasà – ma, con grande stupore, ho notato una profonda assenza, nella critica, di questo elemento. Mi sono, allora, domandata il perchè di questa mancanza, e ho capito che, probabilmente, spettava a me dargli l’importanza che merita, poiché, personalmente, penso che il cavallo rappresenti, senz’altro, l’identità del maestro Calogero”.
Al vernissage, moderato dalla giornalista Valeria Maglia, hanno partecipato il sindaco di Catania Enrico Trantino, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il dott. Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Arnas Garibaldi, Luigi Nicolosi, presidente dell’ archivio Jean Calogero, nonché Patrizia Calogero, figlia del maestro, e Antonio Presti, presidente dell’omonima fondazione, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali.

Il primo cittadino, Enrico Trantino, ha sottolineato “l’importanza dell’iniziativa, non solo per far conoscere l’artista, ma anche per permettere ai catanesi di scoprire luoghi di straordinaria bellezza della città, in modo da incoraggiare il senso di appartenenza che deriva dalla consapevolezza di ciò di cui disponiamo, che spesso è stato ignorato e misconosciuto”.