CATANIA – C’è un filo invisibile che lega la fragilità umana alla forza della cura: è lo sguardo del medico, capace di leggere nell’anima oltre che nel corpo. Questo filo ha preso forma tra le suggestive sale delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” di Catania, dove si è tenuta la presentazione del libro “Sei e più Personaggi in cerca di Dottore” di Salvatore Mazzarino, medico specializzato in Endocrinologia. Un titolo che echeggia Pirandello e che invita il lettore a un viaggio tra storie, emozioni e culture diverse, tutte accomunate dall’incontro – spesso complesso e struggente – tra medico e paziente.
L’evento, organizzato dalla Fondazione Salute e Cultura, è stato condotto dal giornalista Ruggero Sardo, che ha dialogato con l’autore, mentre l’introduzione è stata affidata al prof. Giuseppe Ettore, presidente della Fondazione Salute e Cultura e direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Arnas Garibaldi.
Sono intervenuti Giovanna Micale (esperta per il contrasto alla dispersione scolastica del Comune di Catania), Enrico Parano (pediatra, responsabile CNR IRIB di Catania) e Carmelo Florio (psichiatra, direttore Dipartimento Salute Mentale ASP di Catania) offrendo prospettive diverse ma complementari sul tema della medicina come scienza dell’ascolto e dell’empatia.
La presentazione si è trasformata in un confronto vivace e profondo sui temi centrali della pratica medica contemporanea: violenza sui minori, nutrizione, formazione dei medici, rapporto medico-paziente e dialogo con le istituzioni.
Tra le pagine del libro e le riflessioni condivise, emerge un messaggio chiaro: la medicina non è soltanto diagnosi e cura, ma relazione e comprensione. Un richiamo potente a riscoprire il valore umano della professione medica, in un tempo in cui l’ascolto rischia di diventare un lusso e non più un dovere.
Con “Sei e più Personaggi in cerca di Dottore”, Salvatore Mazzarino restituisce voce e dignità alle storie che abitano corsie e ambulatori, ricordando che dietro ogni cartella clinica c’è una persona in cerca non solo di guarigione, ma anche – e forse soprattutto – di essere vista e compresa.
